Ci riteniamo persone abbastanza attente all’ambiente e ai consumi (o almeno ci piace pensare di esserlo) e comunque in Italia volendo è possibile farlo: puoi essere un ambientalista-nonconsumista-mangiatoredibiologico-
attentoaimarchiequiesolidali….
qua ci siamo trovati un po’ spiazzati. Ovviamente le nostre origini e le nostre possibilità ci portano ad alimentarci più o meno come a casa e dunque a rifornirci in grandi centri commerciali e supermercati della capitale dove si trova praticamente tutto quello che ad un occidentale può servire. Il problema che ci troviamo ad affrontare però è quello della scelta responsabile del prodotto, purtroppo per quanto riguarda la scelta dei marchi la varietà è piuttosto esigua infatti come tutti immaginerete gli scaffali dei supermercati africani sono stipati di prodotti Nestlè ma non solo…, infatti le alternative a questi marchi sono i prodotti Sudafricani che hanno praticamente il monopolio di tutto ciò che non è europeo o americano.
I prodotti di marchio europeo (compresi quelli italiani) molto spesso sono rimanenze degli scaffali dei supermercati dove vi rifornite quotidianamente voi e si può ben vedere dalle scadenze molto ravvicinate e dal colore delle confezioni: spesso scolorite e usurate. Il resto è “proudly south african” come viene evidenziato sulle confezioni. Questo vale per prodotti alimentari, elettrodomestici, abbigliamento etc. la situazione è invece diversa per quanto riguarda gli acquisti al mercato dove oltre ai prodotti locali (frutta e verdura) tutto il resto è cinese (giocattoli, abbigliamento, radio, elettrodomestici nuovi o usati, scarpe…).
Un marchio che ovunque nel mondo ci stiamo trovando di fronte è Bata (scarpe), è in ogni grande città e addirittura in Sri lanka ci ricordiamo che le scarpe venivano chiamate comunemente Bata (“avrei bisogno di un paio di bata”, “belle le tue bata nuove”)…non avevano un nome locale, o meglio, l’avevano ma non veniva utilizzato!Lo stesso qua vale per i pannolini usa e getta Pampers, solo in rari casi il pannolino viene chiamato nappie, molto più spesso si dice “cambio il pampers al bambino”, “il tuo bambino porta i pampers?” (inteso come pannolino generico, infatti qua a volte usano i ciripà o non li usano affatto).
Per quanto riguarda invece le buone abitudini ambientali era ormai entrata nella nostra quotidianità la raccolta differenziata…qua purtroppo ce la stiamo dimenticando infatti l’eliminazione dei rifiuti nella maggior parte dei casi avviene in questo modo: si raccolgono in sacchi, si getta il sacco in una buca abbastanza profonda nel giardino di casa, ogni tanto si appicca il fuoco e si brucia tutto (plastica compresa!) dunque a parte gli innumerevoli danni ambientali non vi dico la puzza che si respira in giro quando qualcuno brucia i propri rifiuti.
Purtroppo inoltre non c’è ancora un’educazione ambientale tale da portare la gente a fare attenzione a dove getta cartacce e rifiuti piccoli o grandi quotidianamente. Cannucce, bottiglie di plastica e vetro, sacchetti, tappi, confezioni di alimenti…tutto cio’ che uno si trova per le mani viene gettato a terra. Per noi ormai è un gesto inconcepibile e ci vengono i brividi ogni volta e dunque quando siamo in giro mi porto i rifiuti della giornata quasi sempre in tasca per 12-24 ore fino a che non trovo un pattume, non sempre facile da trovare! Però c’è da dire che a scuola lanciano il messaggio dell’attenzione a mantenere pulito peccato che poi non si trovino le pattumiere.
Beh insomma la nostra buona volontà di pseudo ambientalisti – pseudo acquistoprodottisolo responsabili etc. sta facendo spazio ad una minima essenziale attenzione…speriamo di non abbassare troppo la guardia!
p.s.
sono arrivati gli attesi ospiti:
Gal, Lina, Nella e Pollo …tre galline e un pollo come si può dedurre dai nomi…fino ad ora ci hanno regalato due uova!
martedì 30 settembre 2008
sabato 20 settembre 2008
19.09.08 LE NOVITA’ DI MR.GREG
Novità fisiche: Oggi compie nove mesi! Stanno spuntando i primi quattro dentini!
Nuove amicizie: Le amicizie si allargano e Mr. Greg fa sempre nuove conoscenze…
Da qualche giorno abbiamo iniziato a insegnare italiano ad una bimba che frequenta la scuola di fianco a noi che ha il papà italiano (ma non lo ha mai visto dunque sa poco della sua lingua e cultura), è mulatta ma da tutti viene chiamata la “mzungu” (bianca) come veniamo chiamati noi.
La sera, dopo che finisce le lezioni, viene vicino a casa nostra e mentre Gregorio passa di mano in mano di tutte le studentesse che se lo litigano io e Donatella proviamo a scambiare qualche parola in italiano.
Le fa piacere, dice, conoscere qualcosa in più delle sue origini e stare un po’ con dei bianchi…non deve essere facile per lei integrarsi, non lo è per noi adulti grandi grossi e ormai abituati…figurarsi per una bimba di dieci anni che vive in un collegio …
Altra novità… tra poco arriveranno degli ospiti fissi (o semi-fissi) a casa nostra! Stiamo preparando per loro una stanza nuova nuova…in giardino..eh già ci stiamo attrezzando per avere i polli! Abbiamo costruito una casetta in legno che sta per essere completata, il cibo è già stato acquistato…mancano solo loro! Non vediamo l’ora di vedere Mr. Greg come si comporterà con i suoi nuovi “amici”…
Nuove esperienze: questa settimana abbiamo fatto una “gita fuori porta” con il personale dell’ospedale per andar a fare vaccinazioni nei villaggi. Due giorni a settimana due infermiere o ostetriche vanno nei villaggi lontani dall’ospedale e dove non ci sono health centers per eseguire vaccinazioni a bimbi e donne in gravidanza, c’è una politica attentissima da questo punto di vista. Tutte le vaccinazioni vengono effettuate gratis e sono piuttosto complete fino all’anno di vita di ogni bimbo…è anche molto pubblicizzata l’importanza di questo intervento.
Siamo partititi dall’ospedale e abbiamo percorso strade sterrate (un po’ ci mancavano dalla Tanzania…) immerse in un verde acceso, una vegetazione rigogliosissima che contrastava con il rosso della terra…quando ci troviamo in situazioni come questa tutte le domande che a volte ci poniamo tipo “cosa ci facciamo qui?” svaniscono e tutto l’entusiasmo per questa esperienza viene fuori e ti ricarichi di energia positiva.
Dopo un’oretta di strada tutta scossoni (durante la quale Mr.Greg si è addormentato… come era abituato in pancia) siamo giunti in una raduretta vicino ad un edificio pericolante di mattoni… presto ci siamo accorti che era una scuola dalla quale sono usciti di corsa i bimbi per portare le panche su cui le infermiere avrebbero appoggiato l’attrezzatura. Poi sono tornati alla loro lezione in una stanza di una casa non finita in mattoni, pavimento di terra battuta, parecchi buchi alle pareti, due-tre panche e una lavagna. Noi ci siamo sistemati sotto ad un albero poco distante e poco alla volta hanno cominciato ad arrivare mamme con bimbi piccoli, la maggior parte arrivavano dai campi dove erano state a coltivare la terra. In genere le famiglie vengono avvisate da una persona che è in contatto con l’ospedale (mobilizer) e si accordano sulle date (in genere una volta al mese per villaggio), questo signore è della zona e passa ad avvisare tutti gli interessati che il tal giorno arrivano le infermiere a fare le vaccinazioni e così le mamme si fanno trovare all’appuntamento.
Prima, intanto che si aspettava l’arrivo di tutti, l’ostetrica ha chiacchierato con le mamme presenti sui loro dubbi e richieste particolari. Una volta giunte un buon numero di persone si è cominciato a pesare i bambini appesi alla bilancia agganciata al ramo dell’albero. Dopo di che ogni mamma con la sua cartellina clinica, che l’ospedale distribuisce per ogni bimbo, si faceva scrivere dall’infermiera il peso, disegnare il grafico di crescita del bimbo e segnare la data della prossima visita, infine si mettevano tutte in fila dall’altra infermiera per la vaccinazione. C’erano bimbi appena nati, di tre mesi, di nove e di un anno (queste le tappe delle vaccinazioni). Mentre Matte riprendeva con la telecamera, faceva foto e aiutava a pesare i bambini io e il Greg facevamo conoscenza con le altre mamme e bambini comunicando per lo più a gesti e osservandoci a vicenda… era bello essere mamma tra mamme, a volte con un bimbo in braccio vieni accettata meglio, ti sentono più vicina, non sei così lontana dalla loro realtà nonostante il colore della pelle anche se ovviamente è sempre uno stupore vedere un bimbo completamente bianco (e Greg lo è parecchio).
Dopo circa tre ore erano stati vaccinati e visitati 43 bambini, in qualche minuto l’area vicino all’albero era rimasta deserta, abbiamo raccolto l’attrezzatura dentro un piccolo scatolone, rimesso le panche nella scuola e saliti in auto… tutto è tornato come prima che arrivassimo, l’albero, il silenzio… pensare in Italia di quanta roba c’è bisogno per vaccinare un bambino o fargli una visita….
Nuove amicizie: Le amicizie si allargano e Mr. Greg fa sempre nuove conoscenze…
Da qualche giorno abbiamo iniziato a insegnare italiano ad una bimba che frequenta la scuola di fianco a noi che ha il papà italiano (ma non lo ha mai visto dunque sa poco della sua lingua e cultura), è mulatta ma da tutti viene chiamata la “mzungu” (bianca) come veniamo chiamati noi.
La sera, dopo che finisce le lezioni, viene vicino a casa nostra e mentre Gregorio passa di mano in mano di tutte le studentesse che se lo litigano io e Donatella proviamo a scambiare qualche parola in italiano.
Le fa piacere, dice, conoscere qualcosa in più delle sue origini e stare un po’ con dei bianchi…non deve essere facile per lei integrarsi, non lo è per noi adulti grandi grossi e ormai abituati…figurarsi per una bimba di dieci anni che vive in un collegio …
Altra novità… tra poco arriveranno degli ospiti fissi (o semi-fissi) a casa nostra! Stiamo preparando per loro una stanza nuova nuova…in giardino..eh già ci stiamo attrezzando per avere i polli! Abbiamo costruito una casetta in legno che sta per essere completata, il cibo è già stato acquistato…mancano solo loro! Non vediamo l’ora di vedere Mr. Greg come si comporterà con i suoi nuovi “amici”…
Nuove esperienze: questa settimana abbiamo fatto una “gita fuori porta” con il personale dell’ospedale per andar a fare vaccinazioni nei villaggi. Due giorni a settimana due infermiere o ostetriche vanno nei villaggi lontani dall’ospedale e dove non ci sono health centers per eseguire vaccinazioni a bimbi e donne in gravidanza, c’è una politica attentissima da questo punto di vista. Tutte le vaccinazioni vengono effettuate gratis e sono piuttosto complete fino all’anno di vita di ogni bimbo…è anche molto pubblicizzata l’importanza di questo intervento.
Siamo partititi dall’ospedale e abbiamo percorso strade sterrate (un po’ ci mancavano dalla Tanzania…) immerse in un verde acceso, una vegetazione rigogliosissima che contrastava con il rosso della terra…quando ci troviamo in situazioni come questa tutte le domande che a volte ci poniamo tipo “cosa ci facciamo qui?” svaniscono e tutto l’entusiasmo per questa esperienza viene fuori e ti ricarichi di energia positiva.
Dopo un’oretta di strada tutta scossoni (durante la quale Mr.Greg si è addormentato… come era abituato in pancia) siamo giunti in una raduretta vicino ad un edificio pericolante di mattoni… presto ci siamo accorti che era una scuola dalla quale sono usciti di corsa i bimbi per portare le panche su cui le infermiere avrebbero appoggiato l’attrezzatura. Poi sono tornati alla loro lezione in una stanza di una casa non finita in mattoni, pavimento di terra battuta, parecchi buchi alle pareti, due-tre panche e una lavagna. Noi ci siamo sistemati sotto ad un albero poco distante e poco alla volta hanno cominciato ad arrivare mamme con bimbi piccoli, la maggior parte arrivavano dai campi dove erano state a coltivare la terra. In genere le famiglie vengono avvisate da una persona che è in contatto con l’ospedale (mobilizer) e si accordano sulle date (in genere una volta al mese per villaggio), questo signore è della zona e passa ad avvisare tutti gli interessati che il tal giorno arrivano le infermiere a fare le vaccinazioni e così le mamme si fanno trovare all’appuntamento.
Prima, intanto che si aspettava l’arrivo di tutti, l’ostetrica ha chiacchierato con le mamme presenti sui loro dubbi e richieste particolari. Una volta giunte un buon numero di persone si è cominciato a pesare i bambini appesi alla bilancia agganciata al ramo dell’albero. Dopo di che ogni mamma con la sua cartellina clinica, che l’ospedale distribuisce per ogni bimbo, si faceva scrivere dall’infermiera il peso, disegnare il grafico di crescita del bimbo e segnare la data della prossima visita, infine si mettevano tutte in fila dall’altra infermiera per la vaccinazione. C’erano bimbi appena nati, di tre mesi, di nove e di un anno (queste le tappe delle vaccinazioni). Mentre Matte riprendeva con la telecamera, faceva foto e aiutava a pesare i bambini io e il Greg facevamo conoscenza con le altre mamme e bambini comunicando per lo più a gesti e osservandoci a vicenda… era bello essere mamma tra mamme, a volte con un bimbo in braccio vieni accettata meglio, ti sentono più vicina, non sei così lontana dalla loro realtà nonostante il colore della pelle anche se ovviamente è sempre uno stupore vedere un bimbo completamente bianco (e Greg lo è parecchio).
Dopo circa tre ore erano stati vaccinati e visitati 43 bambini, in qualche minuto l’area vicino all’albero era rimasta deserta, abbiamo raccolto l’attrezzatura dentro un piccolo scatolone, rimesso le panche nella scuola e saliti in auto… tutto è tornato come prima che arrivassimo, l’albero, il silenzio… pensare in Italia di quanta roba c’è bisogno per vaccinare un bambino o fargli una visita….
lunedì 15 settembre 2008
15.09.08 L'OSPEDALE DI NAGGALAMA
Cari amici, eccoci nuovamente qua!
Il capitolo di oggi vi introdurrà nel mondo dell’ospedale di Naggalama.
Il sistema sanitario ugandese e’ diviso tra “Health centre” di I di II di III e di IV livello e poi ci sono gli ospedali. I vari livelli differiscono nel tipo di servizi che vengono offerti, per esempio nei centri di I livello non c’e’ il reparto di degenza che invece e’ disponibile negli altri livelli. Ci sono ospedali pubblici, privati e privati - non profit, quale e’ l’ospedale in cui ci troviamo.
L’ospedale di Naggalama e’ completo: ci sono i reparti prenatale, post natale, reparto generale (maschile e femminile), clinica oculistica, x-ray ed ecografie, pronto soccorso, reparto dentistico, clinica HIV e sala operatoria per piccoli e grandi interventi.
L’ospedale e’ dotato di 100 posti letto ed e’ riferimento per una popolazione di circa 190,000 persone con circa 120 staff tra dottori, infermiere, ostetriche, personale di supporto (addetti alle pulizie e alla sicurezza). Essendo l’unico ospedale della contea, è il centro di riferimento per il sotto-distretto sanitario.
Il mio ruolo qui e’ “Technical Advisor” detto piu’ comunemente T/A che si puo’ tradurre piu’ o meno come Consulente.
In pratica il nostro progetto (CUAMM) prevede la sostenibilità del management dell’ospedale.
L’obiettivo è quello di rendere sostenibili e autonomi dal punto di vista gestionale tanto l’ospedale quanto il DHO (ufficio sanitario diocesano), attraverso un percorso formativo del personale locale, principalmente dei gestori e del personale clinico (medici, infermieri e responsabili di dipartimento) dell’ospedale e di garantire il supporto finanziario che consenta il riassetto della situazione economica, e quindi il raggiungimento di un equilibrio assicurato da una migliore efficienza e da personale più qualificato.
Per qualsiasi curiosità chiedeteci pure… e comunque anche noi stiamo scoprendo tutto a poco a poco…
Buon lavoro a tutti!
Il capitolo di oggi vi introdurrà nel mondo dell’ospedale di Naggalama.
Il sistema sanitario ugandese e’ diviso tra “Health centre” di I di II di III e di IV livello e poi ci sono gli ospedali. I vari livelli differiscono nel tipo di servizi che vengono offerti, per esempio nei centri di I livello non c’e’ il reparto di degenza che invece e’ disponibile negli altri livelli. Ci sono ospedali pubblici, privati e privati - non profit, quale e’ l’ospedale in cui ci troviamo.
L’ospedale di Naggalama e’ completo: ci sono i reparti prenatale, post natale, reparto generale (maschile e femminile), clinica oculistica, x-ray ed ecografie, pronto soccorso, reparto dentistico, clinica HIV e sala operatoria per piccoli e grandi interventi.
L’ospedale e’ dotato di 100 posti letto ed e’ riferimento per una popolazione di circa 190,000 persone con circa 120 staff tra dottori, infermiere, ostetriche, personale di supporto (addetti alle pulizie e alla sicurezza). Essendo l’unico ospedale della contea, è il centro di riferimento per il sotto-distretto sanitario.
Il mio ruolo qui e’ “Technical Advisor” detto piu’ comunemente T/A che si puo’ tradurre piu’ o meno come Consulente.
In pratica il nostro progetto (CUAMM) prevede la sostenibilità del management dell’ospedale.
L’obiettivo è quello di rendere sostenibili e autonomi dal punto di vista gestionale tanto l’ospedale quanto il DHO (ufficio sanitario diocesano), attraverso un percorso formativo del personale locale, principalmente dei gestori e del personale clinico (medici, infermieri e responsabili di dipartimento) dell’ospedale e di garantire il supporto finanziario che consenta il riassetto della situazione economica, e quindi il raggiungimento di un equilibrio assicurato da una migliore efficienza e da personale più qualificato.
Per qualsiasi curiosità chiedeteci pure… e comunque anche noi stiamo scoprendo tutto a poco a poco…
Buon lavoro a tutti!
sabato 30 agosto 2008
28.08.08 MR GREG SCOPRE IL MONDO DELL’INFANZIA UGANDESE…
Abbiamo notato alcune cose che ci sono sembrate divertenti relative al “mondo dell’infanzia”…
In questo momento Mr Greg si trova nel delicatissimo passaggio dello svezzamento e dunque cerchiamo il più possibile di attenerci alle istruzioni che ci sono state date in Italia sui vari passaggi da eseguire per raggiungere l’autonomia alimentare, ma ovviamente qua non si trova tutto oppure ci confrontiamo con i prodotti per lo svezzamento dei bimbi africani che giustamente da piccoli assaggiano quello che poi mangeranno da grandi dunque al supermercato si trovano gli omogeneizzati: yogurt e mango, guava, papaia, patate dolci, i preparati di pappine alla banana e frutti tropicali…! al mercato non trovo bietole e sedano (la base per brodi e passati per neonati in italia ) ma delle specie di bietole che si chiamano spinaci ma non sono come i nostri spinaci e dunque sono un po’ combattuta se svezzarlo a gusti europei (comunque trovo anche prodotti più o meno all’”occidentale”) o all’africana. C’è da dire che gli omogeneizzati del supermercato non sono di consumo comune a tutti i piccoli ugandesi, credo che la maggior parte vengano svezzati a porridge. Comunque credo che seguirò la strategia della via di mezzo così che il Mister Greg si abitui anche ai gusti tropicali…
Per continuare nelle differenze…i giochi: ultimamente il portico di casa nostra sta diventando un asilo-scuola elementare-sala da feste per bambini soprattutto perché sono tutti in vacanza da scuola e si radunano spesso da noi a giocare e io faccio da “animatrice” così che mi ritrovo bimbi dai 5 ai 10 anni tutti i giorni a casa. Per tenerli buoni ho cominciato a tirare fuori qualche giocattolo del Greg e questi ovviamente sono andati giù di testa ma il bello è che il Mr. Principino snobba i suoi bellissimi e coloratissimi e divertentissimi giocattoli perché preferisce nell’ordine: foglie secche, mollette, penne, tappi, frutti rotondi…dunque la scena che si presenta è di cinque o sei bimbi neri su di un sonaglio e un bimbetto bianco-latte che toccia le mani nella terra in cerca di pietruzze da cacciarsi in bocca… è giusto così!
Concludo con la sessione “trasporto bebè”: la classica immagine della donna con il bambino attaccato alla schiena qua non è così consueta come in Tanzania ma funziona lo stesso ed è comunque una scena che si vede spesso, ci si appoggia il pupo sulla schiena, lo si avvolge nella stoffa e poi si legano i lembi sul davanti…sembra una tattica molto funzionale, un po’ come il nostro marsupio o zaino da passeggiata e lì i bimbi stanno belli sereni ma…Gregorio no! Eh già perché Mr. Greg vuole vedere davanti, di fianco e dietro e tirare i capelli della mamma e parlare e camminare e sbracciarsi…il tutto ovviamente mentre è avvolto nella stoffa e dunque nel giro di pochi minuti mi sguscia di lato o da sotto o da sopra e devo toglierlo! Mi informerò se ai bimbi africani vengono dati dei sedativi prima di salire sulla schiena della mamma…
INFO IN-FORMALI
CUCINA!
Piatti tipici dell’Uganda che abbiamo assaggiato sono: il matoke (specie di polenta di banane…molto buono), il posho (polenta bianca), salsa di arachidi, cassava (un tubero simile alla patata), patate dolci (quelle conosciute da noi come patate americane), sumbusa (triangolini di “pasta”ripieni di piselli e poi fritti), palline di riso fritto… sperimenteremo altro e ve lo riporteremo.
Alla prossima puntata
P.S.
aggiornamenti rispetto alle puntate precedenti: al mercato ora riesco quasi a comprare e pagare da sola parlando in luganda!(con l’aiuto di qualche gesto, ammetto)
In questo momento Mr Greg si trova nel delicatissimo passaggio dello svezzamento e dunque cerchiamo il più possibile di attenerci alle istruzioni che ci sono state date in Italia sui vari passaggi da eseguire per raggiungere l’autonomia alimentare, ma ovviamente qua non si trova tutto oppure ci confrontiamo con i prodotti per lo svezzamento dei bimbi africani che giustamente da piccoli assaggiano quello che poi mangeranno da grandi dunque al supermercato si trovano gli omogeneizzati: yogurt e mango, guava, papaia, patate dolci, i preparati di pappine alla banana e frutti tropicali…! al mercato non trovo bietole e sedano (la base per brodi e passati per neonati in italia ) ma delle specie di bietole che si chiamano spinaci ma non sono come i nostri spinaci e dunque sono un po’ combattuta se svezzarlo a gusti europei (comunque trovo anche prodotti più o meno all’”occidentale”) o all’africana. C’è da dire che gli omogeneizzati del supermercato non sono di consumo comune a tutti i piccoli ugandesi, credo che la maggior parte vengano svezzati a porridge. Comunque credo che seguirò la strategia della via di mezzo così che il Mister Greg si abitui anche ai gusti tropicali…
Per continuare nelle differenze…i giochi: ultimamente il portico di casa nostra sta diventando un asilo-scuola elementare-sala da feste per bambini soprattutto perché sono tutti in vacanza da scuola e si radunano spesso da noi a giocare e io faccio da “animatrice” così che mi ritrovo bimbi dai 5 ai 10 anni tutti i giorni a casa. Per tenerli buoni ho cominciato a tirare fuori qualche giocattolo del Greg e questi ovviamente sono andati giù di testa ma il bello è che il Mr. Principino snobba i suoi bellissimi e coloratissimi e divertentissimi giocattoli perché preferisce nell’ordine: foglie secche, mollette, penne, tappi, frutti rotondi…dunque la scena che si presenta è di cinque o sei bimbi neri su di un sonaglio e un bimbetto bianco-latte che toccia le mani nella terra in cerca di pietruzze da cacciarsi in bocca… è giusto così!
Concludo con la sessione “trasporto bebè”: la classica immagine della donna con il bambino attaccato alla schiena qua non è così consueta come in Tanzania ma funziona lo stesso ed è comunque una scena che si vede spesso, ci si appoggia il pupo sulla schiena, lo si avvolge nella stoffa e poi si legano i lembi sul davanti…sembra una tattica molto funzionale, un po’ come il nostro marsupio o zaino da passeggiata e lì i bimbi stanno belli sereni ma…Gregorio no! Eh già perché Mr. Greg vuole vedere davanti, di fianco e dietro e tirare i capelli della mamma e parlare e camminare e sbracciarsi…il tutto ovviamente mentre è avvolto nella stoffa e dunque nel giro di pochi minuti mi sguscia di lato o da sotto o da sopra e devo toglierlo! Mi informerò se ai bimbi africani vengono dati dei sedativi prima di salire sulla schiena della mamma…
INFO IN-FORMALI
CUCINA!
Piatti tipici dell’Uganda che abbiamo assaggiato sono: il matoke (specie di polenta di banane…molto buono), il posho (polenta bianca), salsa di arachidi, cassava (un tubero simile alla patata), patate dolci (quelle conosciute da noi come patate americane), sumbusa (triangolini di “pasta”ripieni di piselli e poi fritti), palline di riso fritto… sperimenteremo altro e ve lo riporteremo.
Alla prossima puntata
P.S.
aggiornamenti rispetto alle puntate precedenti: al mercato ora riesco quasi a comprare e pagare da sola parlando in luganda!(con l’aiuto di qualche gesto, ammetto)
giovedì 21 agosto 2008
La giornata tipo di Mr. Greg
Buongiorno, qua tutto procede con lentezza e circa allo stesso modo: Matte va in ufficio alle 8.00. io rimango a casa con Mr. Greg a: giocare, preparare passati di verdura, passata di pomodoro, patate dolci, sughi alle melanzane, brodo per pappe (qua si trova molto facilmente frutta e verdura dunque ne compro in quantità poi pero’ mi tocca cucinarla e inventarmi di tutto)…, cucinare per il pranzo (Matte torna a mangiare), addormentare il pupo e spesso mentre Greg dorme viene un maestro a farmi lezione di luganda, poi di nuovo giocare con i vicini, andare a comprare il pane e le uova (poco altro si trova nei negozietti) e fare amicizia con le donnelle dei negozi vicini, andare a prendere Matte in ufficio, spesso fare una passeggiata insieme, cucinare pappa e cena, bagnetto al Mr., pappa, cena, spesso vengono a trovarci dei bambini vicini (a sorpresa ma che facciamo li cacciamo?), libro/film, letto. In genere questa è la giornata tipo di mr. Greg e mamma, il babbo al lavoro fa meeeting continuamente, studia piani finanziari e manuali, fa survey in giro per l’ospedale, incontra gente, fa conti e robe del genere.
A questo però a volte si aggiungono delle novità, ad esempio la settimana scorsa siamo andati in giro per i centri di salute per cercare di capire anche le attività che vengono sostenute all’esterno dell’opsedale: gli Health center sono centri sparsi per il territorio soprattutto in ambito rurale che sono sorti in zone dove gli ospedali erano lontani. Possono essere semplici ambulatori dove si vaccinano e pesano i bambini, si distribuiscono medicinali e si fa un primissimo pronto soccorso oppure possono anche avere dei letti e accogliere pazienti per qualche giorno soprattutto malati di malaria e donne che devono partorire. In uno di questi centri abbiamo pesato il Greg su quelle bilance appese in cui il bimbo viene messo dentro una specie di altalena e appeso alla bilancia…era buffissimo!
Questa settimana oltre ad essere andata dal dentista e essermi tolta un dente (un diversivo davvero eccitante…!) oggi abbiamo appuntamento con una ong locale che fa varie attività con le comunità dei villaggi, ci racconteranno cosa fanno e avendo dato io la mia disponibilità a dare una mano forse vediamo che si puo’ fare…
Ovviamente dovete immaginare tutto quello che vi racconto pepato dalle mille peripezie di Greg che non si tiene più: gattona a scheggia e soprattutto si alza in piedi continuamente attaccandosi a divano, sedie, muro, armadi...si caccia in bocca qualsiasi cosa passi vicino a lui e soprattutto vuole continuamente qualcosa da fare e da sbattere a terra, se non lo assecondi si incazza e urla a più non posso. Gli unici modi per farlo stare tranquillo sono portarlo in giro (con o senza passeggino) in modo che si guarda attorno e osserva tutto e tutti estasiato o fargli il bagnetto. A proposito del passeggino dovete sapere che qua molti non ne hanno mai visto uno e il nostro passeggino rosso fuoco non passa certo inosservato con baby mzungu (bianco) dentro! Dunque fare una passeggiata a volte sembra più fare una sfilata, la gente ti fa spazio e ti segue con lo sguardo…ma d’altronde lì dentro il Greg sta buono e io non mi spezzo la schiena se dobbiamo fare tratti lunghi.
INFO IN-FORMALI
GEOGRAFIA
L’Uganda è composta di 7 regioni a loro volta suddivise in 80 distretti. La media di popolazione per distretto è di circa 450.000 persone. Noi ci troviamo nella regione centrale costituita da 16 distretti, il nostro che è quello di Mukono è il più grande con 950.000 persone circa, suddiviso ulteriormente in 28 sottodistretti. L’area più popolosa con un milione di abitanti è Kampala che è regione, distretto e città.
ISTRUZIONE curiosità
Spesso nei giardini delle scuole si possono trovare dei cartelli o delle scritte sui muri educative, in modo che i bambini li vedano e leggano tutti i giorni, vi diamo qualche esempio di quelle che vediamo noi tutti i giorni nella scuola di fronte e casa nostra: “evita la gravidanza precoce”, “aiuta le persone malate di AIDS”, “l’AIDS uccide”, “i bambini hanno diritti”, “utilizza buone maniere”, “l’astinenza è sicura al 100%”, “dì no al sesso”, “rispetta gli insegnanti”…
A questo però a volte si aggiungono delle novità, ad esempio la settimana scorsa siamo andati in giro per i centri di salute per cercare di capire anche le attività che vengono sostenute all’esterno dell’opsedale: gli Health center sono centri sparsi per il territorio soprattutto in ambito rurale che sono sorti in zone dove gli ospedali erano lontani. Possono essere semplici ambulatori dove si vaccinano e pesano i bambini, si distribuiscono medicinali e si fa un primissimo pronto soccorso oppure possono anche avere dei letti e accogliere pazienti per qualche giorno soprattutto malati di malaria e donne che devono partorire. In uno di questi centri abbiamo pesato il Greg su quelle bilance appese in cui il bimbo viene messo dentro una specie di altalena e appeso alla bilancia…era buffissimo!
Questa settimana oltre ad essere andata dal dentista e essermi tolta un dente (un diversivo davvero eccitante…!) oggi abbiamo appuntamento con una ong locale che fa varie attività con le comunità dei villaggi, ci racconteranno cosa fanno e avendo dato io la mia disponibilità a dare una mano forse vediamo che si puo’ fare…
Ovviamente dovete immaginare tutto quello che vi racconto pepato dalle mille peripezie di Greg che non si tiene più: gattona a scheggia e soprattutto si alza in piedi continuamente attaccandosi a divano, sedie, muro, armadi...si caccia in bocca qualsiasi cosa passi vicino a lui e soprattutto vuole continuamente qualcosa da fare e da sbattere a terra, se non lo assecondi si incazza e urla a più non posso. Gli unici modi per farlo stare tranquillo sono portarlo in giro (con o senza passeggino) in modo che si guarda attorno e osserva tutto e tutti estasiato o fargli il bagnetto. A proposito del passeggino dovete sapere che qua molti non ne hanno mai visto uno e il nostro passeggino rosso fuoco non passa certo inosservato con baby mzungu (bianco) dentro! Dunque fare una passeggiata a volte sembra più fare una sfilata, la gente ti fa spazio e ti segue con lo sguardo…ma d’altronde lì dentro il Greg sta buono e io non mi spezzo la schiena se dobbiamo fare tratti lunghi.
INFO IN-FORMALI
GEOGRAFIA
L’Uganda è composta di 7 regioni a loro volta suddivise in 80 distretti. La media di popolazione per distretto è di circa 450.000 persone. Noi ci troviamo nella regione centrale costituita da 16 distretti, il nostro che è quello di Mukono è il più grande con 950.000 persone circa, suddiviso ulteriormente in 28 sottodistretti. L’area più popolosa con un milione di abitanti è Kampala che è regione, distretto e città.
ISTRUZIONE curiosità
Spesso nei giardini delle scuole si possono trovare dei cartelli o delle scritte sui muri educative, in modo che i bambini li vedano e leggano tutti i giorni, vi diamo qualche esempio di quelle che vediamo noi tutti i giorni nella scuola di fronte e casa nostra: “evita la gravidanza precoce”, “aiuta le persone malate di AIDS”, “l’AIDS uccide”, “i bambini hanno diritti”, “utilizza buone maniere”, “l’astinenza è sicura al 100%”, “dì no al sesso”, “rispetta gli insegnanti”…
martedì 12 agosto 2008
08.08.2008 MR GREG VA AL MERCATO
Che data fighissima!
Oggi a Naggalama è festa perché è finita la scuola e iniziano le vacanze di un mese, c’è un gran fervore fuori dalla porta…il campo da calcio della scuola è pieno di macchine dei genitori che sono venuti a prendere i figli ( è una scuola privata, gestita da suore dunque esclusiva e per gente che sta bene, per questo sono venuti in macchina a prendere i bimbi…possono permetterselo).
Io e Mr Greg siamo usciti per andare a giocare un po’ nella giostra della scuola e ovviamente siamo stati assaliti dalle bimbe che lo guardavano attonite, del resto ormai ci siamo abituati al fatto di essere guardati come alieni. Ieri ad esempio Mr Greg ha fatto il suo ingresso per la prima volta in un mercato di un villaggio africano…siamo andati in un villaggio vicino (Nakifuma) dove al giovedì c’è il mercato, peccato che nessuno avesse mai visto un bimbo bianco! Immaginatevi un mercato gremito di gente, voci, colori, odori(!)..che si ferma e si gira per guardare Mr Greg e mamma che camminano tra le “bancarelle”(in realtà sono stuoie a terra con un po’ di frutta e verdura appoggiata sopra) . Siamo diventati l’argomento della giornata e avevamo il codazzo di bambini che ci correvano dietro e le donne che facevano versi di ogni tipo al Mr G. e ridevano come matte…ovviamente in Uganda tutti parlano inglese tranne che al mercato! Per cui se la ghignavano sotto baffi in luganda e io non capivo una mazza e mi limitavo a sorridere, per fortuna ci aveva accompagnato l’autista del progetto che ci ha fatto traduzioni e mi ha guidato tra le quattro stuoie che costituivano il mercato alla ricerca di patate e banane.
Tutti volevano prendere il Mr Greg in braccio ma io saggiamente me lo ero legato addosso con una stoffa e così dicevo che non potevo cederlo anche se in realtà è il bambino più passato di braccio in braccio del mondo infatti a Naggalama i bambini se lo litigano per prenderlo in braccio e gli accarezzano i capelli estasiati e gli guardano le mani e gli toccano le gambotte cicciotte…per la maggior parte della gente è il primo bimbo bianco(almeno così piccolo) mai visto!
Ma la cosa che mi ha colta più di sorpresa è che si meravigliano tutti di come il Greg sia grande…quando dico che ha sette mesi e mezzo nessuno mi crede, dicono che mento…che è gigante..! ma se in Italia era il più piccino..! certo che se la mamma magna come una vitella i risultati si vedono…
Comunque Mr Greg è socievolissimo, ride con tutti e soprattutto con i bimbi tende le braccine e ci gioca molto volentieri. E’ veramente iperattivo e arriviamo a sera esausti tutti e tre infatti in questa settimana il ritmo è stato che Mr. G crolla dopo la pappa alle 19.30-20 e i suoi genitori alle 21.15-30…
p.s
oggi Mister Greg ha assaggiato la papaia…diciamo che non è proprio andato giù di testa ma l’ha mangiata.
INFO IN-FORMALI
E ora un po’ di informazioni sull’Uganda per chi ha voglia di avere un assaggio.. perchè Mr. Greg diventi messaggero responsabile delle sue avventure!
POPOLAZIONE!
La popolazione dell’Uganda è di circa 30 mln, densità di popolazione per kmq 146, tasso di accrescimento annuo della popolazione del 3,5%(il terzo al mondo, il primo in Africa). Il reddito nazionale lordo pro capite è di 280 dollari! Speranza di vita alla nascita per gli uomini di 48 anni, 50 per le donne…
( i dati citati sono riferiti all’anno 2005).
SALUTE!
La spesa sanitaria è neanche l’8% del budget nazionale anche se le promesse erano di almeno il 15%. E’ uno dei Paesi con la maggiore presenza di vittime da Aids, malaria, tubercolosi.
ISTRUZIONE!
Il sistema scolastico è costituito da 7 anni di scuola primaria, quattro di scuola secondaria (o level) che si possono integrare con altri due anni (a level) e infine si accede all’università.
In genere la primaria si inizia a 7 anni ma molti cominciano anche più tardi. Le lezioni a tutti i livelli si svolgono in inglese.
(alcuni dati sono stati presi da :Salute e Sviluppo, medici con l’africa cuamm, 1/07. )
Buon tutto a tutti, un abbraccio dal Mr.Greg e la sua famiglia
Oggi a Naggalama è festa perché è finita la scuola e iniziano le vacanze di un mese, c’è un gran fervore fuori dalla porta…il campo da calcio della scuola è pieno di macchine dei genitori che sono venuti a prendere i figli ( è una scuola privata, gestita da suore dunque esclusiva e per gente che sta bene, per questo sono venuti in macchina a prendere i bimbi…possono permetterselo).
Io e Mr Greg siamo usciti per andare a giocare un po’ nella giostra della scuola e ovviamente siamo stati assaliti dalle bimbe che lo guardavano attonite, del resto ormai ci siamo abituati al fatto di essere guardati come alieni. Ieri ad esempio Mr Greg ha fatto il suo ingresso per la prima volta in un mercato di un villaggio africano…siamo andati in un villaggio vicino (Nakifuma) dove al giovedì c’è il mercato, peccato che nessuno avesse mai visto un bimbo bianco! Immaginatevi un mercato gremito di gente, voci, colori, odori(!)..che si ferma e si gira per guardare Mr Greg e mamma che camminano tra le “bancarelle”(in realtà sono stuoie a terra con un po’ di frutta e verdura appoggiata sopra) . Siamo diventati l’argomento della giornata e avevamo il codazzo di bambini che ci correvano dietro e le donne che facevano versi di ogni tipo al Mr G. e ridevano come matte…ovviamente in Uganda tutti parlano inglese tranne che al mercato! Per cui se la ghignavano sotto baffi in luganda e io non capivo una mazza e mi limitavo a sorridere, per fortuna ci aveva accompagnato l’autista del progetto che ci ha fatto traduzioni e mi ha guidato tra le quattro stuoie che costituivano il mercato alla ricerca di patate e banane.
Tutti volevano prendere il Mr Greg in braccio ma io saggiamente me lo ero legato addosso con una stoffa e così dicevo che non potevo cederlo anche se in realtà è il bambino più passato di braccio in braccio del mondo infatti a Naggalama i bambini se lo litigano per prenderlo in braccio e gli accarezzano i capelli estasiati e gli guardano le mani e gli toccano le gambotte cicciotte…per la maggior parte della gente è il primo bimbo bianco(almeno così piccolo) mai visto!
Ma la cosa che mi ha colta più di sorpresa è che si meravigliano tutti di come il Greg sia grande…quando dico che ha sette mesi e mezzo nessuno mi crede, dicono che mento…che è gigante..! ma se in Italia era il più piccino..! certo che se la mamma magna come una vitella i risultati si vedono…
Comunque Mr Greg è socievolissimo, ride con tutti e soprattutto con i bimbi tende le braccine e ci gioca molto volentieri. E’ veramente iperattivo e arriviamo a sera esausti tutti e tre infatti in questa settimana il ritmo è stato che Mr. G crolla dopo la pappa alle 19.30-20 e i suoi genitori alle 21.15-30…
p.s
oggi Mister Greg ha assaggiato la papaia…diciamo che non è proprio andato giù di testa ma l’ha mangiata.
INFO IN-FORMALI
E ora un po’ di informazioni sull’Uganda per chi ha voglia di avere un assaggio.. perchè Mr. Greg diventi messaggero responsabile delle sue avventure!
POPOLAZIONE!
La popolazione dell’Uganda è di circa 30 mln, densità di popolazione per kmq 146, tasso di accrescimento annuo della popolazione del 3,5%(il terzo al mondo, il primo in Africa). Il reddito nazionale lordo pro capite è di 280 dollari! Speranza di vita alla nascita per gli uomini di 48 anni, 50 per le donne…
( i dati citati sono riferiti all’anno 2005).
SALUTE!
La spesa sanitaria è neanche l’8% del budget nazionale anche se le promesse erano di almeno il 15%. E’ uno dei Paesi con la maggiore presenza di vittime da Aids, malaria, tubercolosi.
ISTRUZIONE!
Il sistema scolastico è costituito da 7 anni di scuola primaria, quattro di scuola secondaria (o level) che si possono integrare con altri due anni (a level) e infine si accede all’università.
In genere la primaria si inizia a 7 anni ma molti cominciano anche più tardi. Le lezioni a tutti i livelli si svolgono in inglese.
(alcuni dati sono stati presi da :Salute e Sviluppo, medici con l’africa cuamm, 1/07. )
Buon tutto a tutti, un abbraccio dal Mr.Greg e la sua famiglia
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