martedì 18 gennaio 2011
18.01.2011 PARTORIRE IN ITALIA PENSANDO A TANZANIA, UGANDA, ANGOLA…
Il 3 dicembre ho partorito Geremia…un bel maschietto di 3, 315 Kg. Parto naturale, tutto bene, al Sant’orsola di Bologna. Lo stesso giorno il CUAMM-Medici con l’Africa, l’ong con la quale Matte sta lavorando compiva 60 anni e come campagna ha scelto l’attenzione alla cura materno-infantile. Mentre io partorivo, in quell’esatto momento si stava festeggiando questo evento e sensisbilizzando le persone sull’importanza di sostenere i progetti e gli ospedali con un’ottica di attenzione a salvare la vita a mamme e bimbi proprio al momento del parto. In Africa ogni anno muoiono 4,5 milioni di bambini sotto i 5 anni e 265 mila madri. Sono le cifre di un genocidio. Eppure gran parte di queste morti sono legate alla gravidanza e al parto e potrebbero essere evitate garantendo l’assistenza sanitaria di base. Da 60 anni Medici con l’Africa Cuamm combatte sul campo questa guerra troppo spesso dimenticata.( www.cuamm.org )E io , in quell’esatto istante ero in ua sala parto che dire attrezzata è un eufemismo, con 2 ostetriche praticamente a mia disposizione, mio marito al mio fianco e potevo con un solo gesto regolare il letto facendogli compiere manovre incredibili, ormai credevo che potesse anche farmi il caffè! Durante il travaglio con Matte abbiamo parlato tanto, perché io mi distraessi ma in realtà abbiamo parlato di sale parto, eh già quelle che abbiamo visto in giro per l’Africa,abbiamo ricordato parti nei quali in qualche modo o prima o dopo siamo stati partecipi, abbiamo raccontato di condizioni nelle quali le madri affrontano la gravidanza prima, il parto e i primi giorni con il neonato…. L’ospedale di Naggalama in Uganda come incubatrice aveva una lampadina e una coperta; in Tanzania Matte ha portato in macchina per 120 km di sterrato una mamma con il secondo gemello che stava per uscire, il primo era già stato partorito; le donne lavorano i campi fino al giorno in cui partoriscono e qualche ora dopo il parto percorrono chilometri per tornare a casa dagli altri numerosi figli con il neonato avvolto in una stoffa ( sempre che abbiano partorito in ospedale). Tutte queste cose le abbiamo vissute davvero da vicino e intanto io curata e accudita grtuitamente in ospedale mi sento che sto rubando ostetriche al resto del mondo, macchinari a centinaia di ospedali, sorrisi e attenzioni a tante tantissime mamme . Ma raccontando e parlando abbiamo fatto breccia nel cuore di una ostetrica che si è entusiasmata e ci ha chiesto come poter partire per poter dare una mano….forse qualcosa siamo riusciti a fare, forse un cambiamento nel cuore della gente ci può essere. Forse la coincidenza di eventi, di date, ci porterà a rifelettere sempre di più sul diritto alla salute di tutti, forse Geremia sarà stato una speranza per tanti bimbi se nascendo avrà convinto quell’ostertica a donare la sua professionalità all’Africa.
martedì 9 novembre 2010
09.11.2010 IL RIENTRO TI FA SEMPRE PENSARE…
Eccoci di nuovo in Italia, dopo una parentesi di quasi tre mesi in Angola Mr Greg si sta reinserendo nel mondo occidentale, italiano. Luanda è una città un po’ difficile in cui vivere da espatriati: molto costosa, un cantiere perenne, ancora senza servizi , è difficile e dispendiosissimo l’accesso sanitario e purtroppo è molto sporca, ache la spiaggia che sarebbe una manna! Abbiamo passato dei bei mesi insieme a Matte, ho condiviso con lui un po’ del suo lavoro, abbiamo visitato belle spiagge nei week end e anche uno dei progetti del Cuamm al nord del Paese, a Uige. Ma purtroppo non sono riuscita ad immergermi nella cultura angolana e capire la popolazione e il Paese che rimane un mistero per tante dinamiche. Forse ho avuto poco tempo, forse poca possibilità di movimento o forse poca “ spinta”, non saprei. Comunque ora siamo ricatapultati in una nuova dimensione, certo per noi adulti non nuova siccome siamo in patria…ma per la prima volta affronto la vita della madre di un bimbo in età da scuola materna. Eh già, Mr. Greg ha appena iniziato l’asilo a Padova.
Vi racconto le cose che mi hanno stupito di questo rientro e le soluzioni che sto tentando di trovare, sperando ci possiate aiutare:
- mi ha stupito la burocrazia e la tempistica delle scuole…un anno prima bisogna iscrivere un bambino alla comunale , ma se non so nemmeno dove saremo domani!? Lo trovo un sistema assurdo. Soluzione: iscriverlo ad un privato.
- mi ha stupito il ritmo di vita casa-scuola-casa, mi sembra di vivere e far vivere Mr. Greg in una prigione ma un po’ alla volta ci adegueremo e troveremo luoghi e attività alternative anche se vedo che a lui piace molto giocare in casa, vivere le nostre seratine tra bagnetto, dipingere , cenare e leggere i librini…in relatà non molto diverse dalle nostre serate in Uganda o Angola a parte il clima!soluzione: portarlo fuori anche con il brutto tempo, non farci spaventare da fango e freddo!
-mi ha stupito Il non-sapore degli alimenti: carote, pomodori e finocchi hanno lo stesso sapore!!! La verdura ha dei colori accesissimi e sembra dipinta ma è assolutamente insapore. In Angola trovavo poche varietà ma almeno erano raccolte dai campi! Lo stesso in Uganda..insomma avevo l’impressione di mangiare genuino e locale , qua mi sembra di mangiare plastica! E sono preoccupata per i miei bimbi!soluzione: entrare a far parte di un gruppo di acquisto solidale, cercare aziende agricole nelle vicinanze e ho già iniziato a leggere “come, dove, perchè acquistare eco “ di Serena Viviani, ed. Red che consiglio vivamente soprattutto per imparare a leggere le etichette!
-mi ha stupito lo spreco dei beni: non è possibile che non sia più possibile aggiustare un ferro da stiro, una stampante, una tv, un minipimer….ti diranno sempre: “ costa meno comprarlo nuovo” e quindi ci troviamo con 4 telefonini, 2 minipimer, 3 stampanti di cui la metà non funzionano ma poi non ho capito dove va smaltito tutto questo consumismo? Per non parlare dello stupore dei programmi televisivi, abbiamo comprato una tv ( a propostio di consumismo ci caschiamo sempre e comunque anche se era la prima volta per noi, che siamo senza da ormai 5 anni) ma ancora non l’ho guardata, non ci riesco e soprattutto ho il terrore di quello che potrebbe vedere Mr. Greg e quindi la usiamo solo come schermo per guardare i dvd…forse tra un po’ toverò il coraggio di guardare qualche programma, forse quando sarò in Italia da abbastanza tempo per essere sommersa da questo mondo. soluzione: cercasi!
Quando siamo partiti 4 anni fa per la Tanzania forse era già tutto così ma non me ne ero resa conto? Davvero questo rientro mi sta stupendo, forse perché ho gli occhi della mamma di famiglia?
Sento di dover fare qualcosa, se adesso siamo qua mi devo impegnare per migliorare il mio pezzettino di mondo, almeno nel nostro piccolo..aiutatemi !! Accettasi consigli e suggerimenti.
p.s
Mr Greg come sempre è il migliore nell’adattamento…è il nostro piccolo supereroe!
Vi racconto le cose che mi hanno stupito di questo rientro e le soluzioni che sto tentando di trovare, sperando ci possiate aiutare:
- mi ha stupito la burocrazia e la tempistica delle scuole…un anno prima bisogna iscrivere un bambino alla comunale , ma se non so nemmeno dove saremo domani!? Lo trovo un sistema assurdo. Soluzione: iscriverlo ad un privato.
- mi ha stupito il ritmo di vita casa-scuola-casa, mi sembra di vivere e far vivere Mr. Greg in una prigione ma un po’ alla volta ci adegueremo e troveremo luoghi e attività alternative anche se vedo che a lui piace molto giocare in casa, vivere le nostre seratine tra bagnetto, dipingere , cenare e leggere i librini…in relatà non molto diverse dalle nostre serate in Uganda o Angola a parte il clima!soluzione: portarlo fuori anche con il brutto tempo, non farci spaventare da fango e freddo!
-mi ha stupito Il non-sapore degli alimenti: carote, pomodori e finocchi hanno lo stesso sapore!!! La verdura ha dei colori accesissimi e sembra dipinta ma è assolutamente insapore. In Angola trovavo poche varietà ma almeno erano raccolte dai campi! Lo stesso in Uganda..insomma avevo l’impressione di mangiare genuino e locale , qua mi sembra di mangiare plastica! E sono preoccupata per i miei bimbi!soluzione: entrare a far parte di un gruppo di acquisto solidale, cercare aziende agricole nelle vicinanze e ho già iniziato a leggere “come, dove, perchè acquistare eco “ di Serena Viviani, ed. Red che consiglio vivamente soprattutto per imparare a leggere le etichette!
-mi ha stupito lo spreco dei beni: non è possibile che non sia più possibile aggiustare un ferro da stiro, una stampante, una tv, un minipimer….ti diranno sempre: “ costa meno comprarlo nuovo” e quindi ci troviamo con 4 telefonini, 2 minipimer, 3 stampanti di cui la metà non funzionano ma poi non ho capito dove va smaltito tutto questo consumismo? Per non parlare dello stupore dei programmi televisivi, abbiamo comprato una tv ( a propostio di consumismo ci caschiamo sempre e comunque anche se era la prima volta per noi, che siamo senza da ormai 5 anni) ma ancora non l’ho guardata, non ci riesco e soprattutto ho il terrore di quello che potrebbe vedere Mr. Greg e quindi la usiamo solo come schermo per guardare i dvd…forse tra un po’ toverò il coraggio di guardare qualche programma, forse quando sarò in Italia da abbastanza tempo per essere sommersa da questo mondo. soluzione: cercasi!
Quando siamo partiti 4 anni fa per la Tanzania forse era già tutto così ma non me ne ero resa conto? Davvero questo rientro mi sta stupendo, forse perché ho gli occhi della mamma di famiglia?
Sento di dover fare qualcosa, se adesso siamo qua mi devo impegnare per migliorare il mio pezzettino di mondo, almeno nel nostro piccolo..aiutatemi !! Accettasi consigli e suggerimenti.
p.s
Mr Greg come sempre è il migliore nell’adattamento…è il nostro piccolo supereroe!
mercoledì 4 agosto 2010
02.08.2010 LUANDA PRIME IMPRESSIONI
Angola..da qualche giorno.
Siamo partiti io, Mr. Greg, e mia mamma alla volta di questo nuovo Paese, alla volta della ricongiunzione famigliare…
Era la prima volta che arrivavo in un nuovo Paese di mattina, in genere i voli arrivano in tarda serata ma questa volta siamo usciti dall’aeroporto alle 8.00 in piena luce e piena vita a Luanda. Primissimo impatto: umidità. E’ pieno inverno, non è caldo,anzi, ma è umido, tanto, quindi non sai se stare in canotta o maglia manica lunga.
Nel percorso dall’aeroporto a casa guardo fuori dal finestrino e noto con stupore, anche se Matte me lo aveva già raccontato, che la città è per la maggior parte costituita da palazzi alti, altissimi…per me una novità in Africa…sia in Uganda che Tanzania i palazzoni erano rari e, a parte qualche moderna costruzione, mai altissimi e invece qua sembra un po’ di essere al Pilastro di Bologna. Le strade sono belle e asfaltate, la sporcizia intorno non mi è nuova ma la trascuratezza si nota. L’abbigliamento dei giovani è molto audace, la prima cosa che dico è che mi sembra molto più un’atmosfera occidentale che non africana ( molti giovani con l’i-pod alle orecchie, molti negozietti ben forniti e quasi tutto sembra essere in muratura invece che in baracche, il giorno dopo vedrò in spiaggia un gruppo di ragazzi che lavora –o gioca- con un portatile macintosh di ultimissima generazione). La città è un cantiere continuo, gru e transenne in ogni dove…e pian piano ci avviciniamo alla Ilha …la penisola sulla quale abitiamo, si scorge il mare da entrambe le parti della strada e per noi è un’emozione forte visto che non siamo abituati alle città di mare e soprattutto pensare che è oceano!
La casa è semplice, c’è tutto ma un po’ contato ( una padella, due tazze, nessun coltello decente che tagli…) e siamo già rimasti senza luce ma a quello io e Matte siamo abituati, anzi ci ricorda il duro ma entusiasmante periodo di Ikondo…mia mamma è un po’ meno abituata e sta tentando di adattarsi a non avere la grattugia, a usare l’acqua bollita e filtrata…il pavimento in cemento con qualche ragnetto…ma mi pare che se la stia cavando bene. Nei primi giorni abbiamo sistemato tutte le nostre cose, creato un angolo giochi per mr. Greg e tentato di dare un po’ di calore alla casa con stoffe colorate e oggetti nostri in giro…sta prendendo forma anche se la lista delle cose da comprare ogni giorno si allunga. Niente di essenziale, si intende, ma due attacchini dove appendere gli asciugamani e una scodella dove riporre l’insalata potrebbero sempre fare comodo…vedremo quando e se questi oggetti si potranno acquistare!
Il cortile fuori è spazioso, non è verde, è cemento ma Mr. Greg ci corre in bicicletta alla grande e può stare fuori da solo tranquillamente…ma il bello è che a 100 metri c’è la spiaggia…100 metri di spazzatura e puzza di pipì da attraversare ma almeno c’è la spiaggia e qualche metro è anche pulito e ci si può giocare con rastrello e paletta e respirare l’aria salmastra dell’oceano che ti riempie le narici e ti fa tornare il buon umore…adesso che è inverno si sta volentieri in spiaggia anche nelle ore più calde, è sempre ventilato e non c’è mai il sole a picco. Credo che le nostre giornate si alterneranno tra la spiaggia e la ricerca di qualche frutta o verdura ( merce rara e costosa) dalle donnelle sul ciglio della strada.
Abbiamo voglia di girare e guardarci intorno ma intanto è bene che io mi concentri sulla lingua…mi sento mutilata senza poter comunicare, e cerchi di capire da che parte siamo girati…poi un po’ alla volta forse potremo cominciare a muoverci
Intanto l’ennesima nuova avventura è cominciata, vediamo come proseguirà…alla prossima puntata…!
Siamo partiti io, Mr. Greg, e mia mamma alla volta di questo nuovo Paese, alla volta della ricongiunzione famigliare…
Era la prima volta che arrivavo in un nuovo Paese di mattina, in genere i voli arrivano in tarda serata ma questa volta siamo usciti dall’aeroporto alle 8.00 in piena luce e piena vita a Luanda. Primissimo impatto: umidità. E’ pieno inverno, non è caldo,anzi, ma è umido, tanto, quindi non sai se stare in canotta o maglia manica lunga.
Nel percorso dall’aeroporto a casa guardo fuori dal finestrino e noto con stupore, anche se Matte me lo aveva già raccontato, che la città è per la maggior parte costituita da palazzi alti, altissimi…per me una novità in Africa…sia in Uganda che Tanzania i palazzoni erano rari e, a parte qualche moderna costruzione, mai altissimi e invece qua sembra un po’ di essere al Pilastro di Bologna. Le strade sono belle e asfaltate, la sporcizia intorno non mi è nuova ma la trascuratezza si nota. L’abbigliamento dei giovani è molto audace, la prima cosa che dico è che mi sembra molto più un’atmosfera occidentale che non africana ( molti giovani con l’i-pod alle orecchie, molti negozietti ben forniti e quasi tutto sembra essere in muratura invece che in baracche, il giorno dopo vedrò in spiaggia un gruppo di ragazzi che lavora –o gioca- con un portatile macintosh di ultimissima generazione). La città è un cantiere continuo, gru e transenne in ogni dove…e pian piano ci avviciniamo alla Ilha …la penisola sulla quale abitiamo, si scorge il mare da entrambe le parti della strada e per noi è un’emozione forte visto che non siamo abituati alle città di mare e soprattutto pensare che è oceano!
La casa è semplice, c’è tutto ma un po’ contato ( una padella, due tazze, nessun coltello decente che tagli…) e siamo già rimasti senza luce ma a quello io e Matte siamo abituati, anzi ci ricorda il duro ma entusiasmante periodo di Ikondo…mia mamma è un po’ meno abituata e sta tentando di adattarsi a non avere la grattugia, a usare l’acqua bollita e filtrata…il pavimento in cemento con qualche ragnetto…ma mi pare che se la stia cavando bene. Nei primi giorni abbiamo sistemato tutte le nostre cose, creato un angolo giochi per mr. Greg e tentato di dare un po’ di calore alla casa con stoffe colorate e oggetti nostri in giro…sta prendendo forma anche se la lista delle cose da comprare ogni giorno si allunga. Niente di essenziale, si intende, ma due attacchini dove appendere gli asciugamani e una scodella dove riporre l’insalata potrebbero sempre fare comodo…vedremo quando e se questi oggetti si potranno acquistare!
Il cortile fuori è spazioso, non è verde, è cemento ma Mr. Greg ci corre in bicicletta alla grande e può stare fuori da solo tranquillamente…ma il bello è che a 100 metri c’è la spiaggia…100 metri di spazzatura e puzza di pipì da attraversare ma almeno c’è la spiaggia e qualche metro è anche pulito e ci si può giocare con rastrello e paletta e respirare l’aria salmastra dell’oceano che ti riempie le narici e ti fa tornare il buon umore…adesso che è inverno si sta volentieri in spiaggia anche nelle ore più calde, è sempre ventilato e non c’è mai il sole a picco. Credo che le nostre giornate si alterneranno tra la spiaggia e la ricerca di qualche frutta o verdura ( merce rara e costosa) dalle donnelle sul ciglio della strada.
Abbiamo voglia di girare e guardarci intorno ma intanto è bene che io mi concentri sulla lingua…mi sento mutilata senza poter comunicare, e cerchi di capire da che parte siamo girati…poi un po’ alla volta forse potremo cominciare a muoverci
Intanto l’ennesima nuova avventura è cominciata, vediamo come proseguirà…alla prossima puntata…!
martedì 6 luglio 2010
06.07.2010 SUL CIGLIO DELLA PORTA…
Carissimi,
sono passati tanti mesi e con essi tante avventure…per Mr. Greg e la sua famiglia.
Abbiamo lasciato l’Uganda, con dispiacere perché è un Paese che ci ha accolti calorosamente, che ci ha stregati con i suoi parchi, animali, laghi e persone accoglienti e pacifiche e con i suoi mille usi e costumi, tribù e lingue. L’Uganda ci è parsa davvero una scoperta ogni giorno, a volte scoperte belle a volte brutte ma i due anni trascorsi lì e il lavoro svolto sia di Matte che mio ci hanno in ogni caso arricchito e speriamo che anche Mr. Greg ne abbia giovato. E’ cresciuto sempre all’aperto sia a Naggalama che a Kampala, è cresciuto in un miscuglio di tribù e culture e masticava qualche parola di luganda e di acholi…speriamo gli rimangano nel cuore le persone e i paesaggi che ha incontrato in questi due anni.
Ora DUE nuove avventure sono cominciate… si chiamano Mela e Angola!
Mela è il fratellino in arrivo di Mr. Greg, chiamato per il momento così dal maggiore…arriverà a novembre e siamo tutti felicemente in sua attesa.
Angola è la nostra nuova destinazione… Matte è già là, da un po’..io e Mr. Greg siamo arrivati da poco dall’Uganda ( io ho terminato il mio contratto dopo Matte) e ci stiamo godendo un po’ di sana vacanza in Italia stra coccolati dalle nonne. Stare lontani da Matte ci sta facendo soffrire più di quanto potessimo immaginare… il continente africano ci tiene lontani e gli aeroporti ormai sono diventati la nostra seconda casa…è avventuroso sì ma davvero faticoso e spezza il cuore. Non vediamo l’ora di riunirci, che sia ovunque nel mondo ma insieme e presto, speriamo il prima possibile, sarà a Luanda e sarà contornati da nuova gente, nuovi paesaggi e nuova lingua…il portoghese ci aspetta.
Forse abbiamo bisogno di rinnovarci per sentirci vivi, forse il fascino dell’africa in tutti i suoi aspetti e Paesi ci spinge a continuare…qualsiasi cosa sia siamo di nuovo con i bagagli pronti e la famiglia che si allarga già di nuovo sul ciglio della porta con lo sguardo lontano…
sono passati tanti mesi e con essi tante avventure…per Mr. Greg e la sua famiglia.
Abbiamo lasciato l’Uganda, con dispiacere perché è un Paese che ci ha accolti calorosamente, che ci ha stregati con i suoi parchi, animali, laghi e persone accoglienti e pacifiche e con i suoi mille usi e costumi, tribù e lingue. L’Uganda ci è parsa davvero una scoperta ogni giorno, a volte scoperte belle a volte brutte ma i due anni trascorsi lì e il lavoro svolto sia di Matte che mio ci hanno in ogni caso arricchito e speriamo che anche Mr. Greg ne abbia giovato. E’ cresciuto sempre all’aperto sia a Naggalama che a Kampala, è cresciuto in un miscuglio di tribù e culture e masticava qualche parola di luganda e di acholi…speriamo gli rimangano nel cuore le persone e i paesaggi che ha incontrato in questi due anni.
Ora DUE nuove avventure sono cominciate… si chiamano Mela e Angola!
Mela è il fratellino in arrivo di Mr. Greg, chiamato per il momento così dal maggiore…arriverà a novembre e siamo tutti felicemente in sua attesa.
Angola è la nostra nuova destinazione… Matte è già là, da un po’..io e Mr. Greg siamo arrivati da poco dall’Uganda ( io ho terminato il mio contratto dopo Matte) e ci stiamo godendo un po’ di sana vacanza in Italia stra coccolati dalle nonne. Stare lontani da Matte ci sta facendo soffrire più di quanto potessimo immaginare… il continente africano ci tiene lontani e gli aeroporti ormai sono diventati la nostra seconda casa…è avventuroso sì ma davvero faticoso e spezza il cuore. Non vediamo l’ora di riunirci, che sia ovunque nel mondo ma insieme e presto, speriamo il prima possibile, sarà a Luanda e sarà contornati da nuova gente, nuovi paesaggi e nuova lingua…il portoghese ci aspetta.
Forse abbiamo bisogno di rinnovarci per sentirci vivi, forse il fascino dell’africa in tutti i suoi aspetti e Paesi ci spinge a continuare…qualsiasi cosa sia siamo di nuovo con i bagagli pronti e la famiglia che si allarga già di nuovo sul ciglio della porta con lo sguardo lontano…
venerdì 18 dicembre 2009

(immagine creata da Anna Rosati, che ringraziamo caldamente, tutti i diritti riservati)
Buon Natale e Felice anno nuovo a tutti voi, vicini e lontani!
un grande abbraccio dalla Capuzzo family!
un grande abbraccio dalla Capuzzo family!
domenica 6 dicembre 2009
25.11.09 MR. GREG E LE RELAZIONI SOCIALI A KAMPALA
Mr. Greg cresce a vista d’occhio in Uganda, in capitale. E felice nel compound dove viviamo, pieno di alberi, di amichetti con cui divertirsi e soprattutto sicuro e senza pericoli (quasi, visto che ha già tre cicatrici in fronte dovute a cadute di gioco). Ma è giusto che anche lui veda e viva la città per come è veramente, che va ben oltre il cancello dietro al quale ci ripariamo. A volte andiamo nelle stradine sterrate che scendono dalla strada principale e dopo le quali si apre un mondo a noi quasi sconosciuto. Purtroppo però non è facile essere bianchi a volte in Uganda e anche lui lo ha provato. Quando arriviamo nello spiazzo del quartiere pieno di bimbi che giocano palla, che saltano la corda, che si rincorrono, quasi tutti scalzi, piuttosto sporchi e con il naso che cola di regola…beh le attività si fermano di improvviso e tutti i bimbi in un momento sono davanti a noi con occhi sgranati, immobili, che ci osservano. Non appena Greg fa un gesto o io dico qualcosa esplodono le risate fragorose e le dita puntate verso di noi. Con tutta la buona volontà provo a dire a Greg di andare a giocare ma chiunque si sentirebbe un po’ a disagio in una situazione del genere…allora il dvertimento diventa ricorrere i coniglietti bianchi dagli occhi rossi che corrono sereni tra il pattume e dopo poco ce ne andiamo sconsolati. Sono convinta però che se continuiamo a frequentare lo spiazzo dei giochi diventeremo anche noi ben acccetti , come quella volta che siamo stati invitati a partecipare alla festa di quartiere(sullo stesso spiazzo) con canti e balli tradizionali.
Ma tra i vari episodi ce ne sono anche di piuttosto commoventi, vi ricordate quando vi avevo raccontato di Greg che vendeva banane lungo la strada? Spesso ci siamo fermati dalle donne lungo la strada che vendono pannocchie e banane, con una signora in particolare abbiamo fatto “amicizia”. La signora si siede sul ciglio della strada insieme ai suioi bambini, una, Patricia, di sette mesi e un altro ( o più,ma ancora non ho capito quanti e quali siano suoi figli)di sei o sette anni. Qualche volta ci siamo fermati e a giocare qualche minuto con i bimbi, a scambiare qualche chiacchiera in inglese misto a luganda e gesti e io ho acquistato una pannocchia abbrustolita; altre volte i miei suoceri hanno comprato pacchetti di biscotti e li hanno regalati ai bimbi. Ovviamente non ci apsettavamo nulla in cambio ma una sera, era già buio, stavo tornando a casa con Greg e un’amica e la signora era come al solito sul suo angolo di marciapiede con i suoi bambini, mi ha chiamata “mama Gregori!” e io a fatica nell’oscurità l’ho individuata e mi sono chinata verso di lei, mi ha porto un sacchettino dicendomi “for Gregori” e io attonita ma senza capire di cosa si trattasse l’ho ripetutamente ringraziata con un inchino come usano fare le donne ugandesi. Arrivata a casa, alla luce, ho aperto il sacchettino di plastica trasparente e ho trovato una giraffina di plastica e un gufo di terra cotta…il nodo alla gola è stato inevitabile soprattutto quando vedo come Gregorio tiene a questi due oggetti e li tiene felice tra le mani dicendo “galo” (che significa regalo). Quanto sono preziosi questi due semplici giocattoli!
Credenze interessanti:
In ufficio mi hanno detto che se sei cicciona significa che tuo marito si prende cura di te e sei fortunata…che culo!
Ma tra i vari episodi ce ne sono anche di piuttosto commoventi, vi ricordate quando vi avevo raccontato di Greg che vendeva banane lungo la strada? Spesso ci siamo fermati dalle donne lungo la strada che vendono pannocchie e banane, con una signora in particolare abbiamo fatto “amicizia”. La signora si siede sul ciglio della strada insieme ai suioi bambini, una, Patricia, di sette mesi e un altro ( o più,ma ancora non ho capito quanti e quali siano suoi figli)di sei o sette anni. Qualche volta ci siamo fermati e a giocare qualche minuto con i bimbi, a scambiare qualche chiacchiera in inglese misto a luganda e gesti e io ho acquistato una pannocchia abbrustolita; altre volte i miei suoceri hanno comprato pacchetti di biscotti e li hanno regalati ai bimbi. Ovviamente non ci apsettavamo nulla in cambio ma una sera, era già buio, stavo tornando a casa con Greg e un’amica e la signora era come al solito sul suo angolo di marciapiede con i suoi bambini, mi ha chiamata “mama Gregori!” e io a fatica nell’oscurità l’ho individuata e mi sono chinata verso di lei, mi ha porto un sacchettino dicendomi “for Gregori” e io attonita ma senza capire di cosa si trattasse l’ho ripetutamente ringraziata con un inchino come usano fare le donne ugandesi. Arrivata a casa, alla luce, ho aperto il sacchettino di plastica trasparente e ho trovato una giraffina di plastica e un gufo di terra cotta…il nodo alla gola è stato inevitabile soprattutto quando vedo come Gregorio tiene a questi due oggetti e li tiene felice tra le mani dicendo “galo” (che significa regalo). Quanto sono preziosi questi due semplici giocattoli!
Credenze interessanti:
In ufficio mi hanno detto che se sei cicciona significa che tuo marito si prende cura di te e sei fortunata…che culo!
sabato 12 settembre 2009
12.09.09 MR.GREG E’ UN VENDITORE DI BANANE
Episodio: passeggiando lugo la via vicino a casa a Kampala (strada grande, asfaltata e trafficata), ci siamo fermati ad acquistare delle banane da una bimba lungo il marciapede. La bimba (che avra’ avuto circa 9 o 10 anni e che credo abbia vissuto molto poco la propria infanzia) era seduta su di una stuoia con un cesto pieno di banane davanti a se’. Mi fermo, con Gregorio per mano, mi chino per chiedere il prezzo e scegliere le banane e Greg cominica ad urlare “nana, nana”! per evitare di fare la figura della madre che non nutre il proprio figlio gli sbuccio una delle banane appena comprate e gliene do un pezzetto, non appena la prende in mano si siede bello comodo affianco alla ragazzina a gustarsi la sua banana ed accarezzare le mani della bimba. Le donne che affianco vendevano panocchie abbrustolite o arachidi si sono messe molto a ridere a vedere questo “cosetto” bianco seduto nel bel mezzo del marciapiede a “vendere “ banane sorridente ma il bello è che quando gli ho detto che era ora di andare, che non potevamo rimanere li tutta la sera lui bel bello mi ha fatto “bye bye” e si è sistemato meglio accanto alla sua nuova amica, pronto a spedirmi a casa da sola. Portarlo via è stata un’impresa tra le risa delle signore affianco e i passanti che si fermavano stupiti ad osservare la scena, per una volta, di un europeo nei panni di un africano…sul ciglio della strada.
E’ proprio vero che i bimbi non hanno confini..che meraviglia!
E’ proprio vero che i bimbi non hanno confini..che meraviglia!
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